Mostre tra pixel e videoproiettori. Così cambia il mondo dell’arte?

Arabesque di Daniela Delvecchio

E’ già da diversi anni che il mondo dell’arte sperimenta innovativi concept di esposizione con risultati di tutto rispetto in termini di capacità divulgativa ed economica. Incredibile ma vero, in assenza di  opere fisiche, con costi relativamente più contenuti e frequentazioni di sempre più visitatori, le mostre multimediali immersive si impongono vincenti sul mercato dell’arte. Vivere un’esperienza diversa e sorprendente, contornati da infiniti pixel d’autore, rappresenta oggi uno dei fenomeni più vivaci dell’industria culturale – la cui genesi è riconducibile alle installazioni di arte contemporanea degli anni Settanta – che nel tempo ha saputo potenziare la capacità di coinvolgere un pubblico più ampio rispetto alle mostre convenzionali. Le visite  multimediali  immersive sono spesso  correlate a musei tradizionali, con il vantaggio di rinnovarne l’offerta espositiva, e di ampliarne il target, ma non è il caso della mostra evento inaugurata il 10 giugno scorso a Bordeaux nel centro di arte digitale più grande del mondo. Semplicemente geniale. Un sito storico da ex base di sottomarini  si trasforma in un nuovo suggestivo palcoscenico, un internazionale  polo espositivo e culturale. “Bassins de Lumieres” (bacini di luce) diventa la sede delle mostre del futuro, costruita nel 1941 la Betasom (acronimo di Bordeaux Sommergibile) e trasformata nel dopoguerra in un distretto industriale, è stata, poi, nel 2018 riqualificata da Culturespaces  operatore privato francese nella gestione di monumenti e musei. Le pareti conservate ingrigite dal calcestruzzo dei quattro bacini, per un totale di 12.000 metri quadrati sopra e sotto la superficie dell’acqua, sono lo spazio dedicato alle proiezioni degli ori, colori e nudi  di Gustav Klimt protagonista del primo ciclo di esposizioni fino al 3 gennaio prossimo. La cura di questa esperienza totalizzante tra arte, musica e riflessi sull’acqua è opera, tanto per cambiare, degli  italiani Gianfranco Iannuzzi, Renato Gatto e Massimiliano Siccardi, con la collaborazione musicale di Luca Longobardi  già sapienti registi  del primo spettacolo immersivo  “Sogno di una notte d’estate” dedicato a Marc Chagall  nel 2017/18 e realizzato a Milano negli spazi del Museo della Permanente. Immergersi in un gioco di luci e proiezioni che scivolano sull’acqua, entrare nell’opera d’arte camminando sulle banchine che costeggiano i bacini e sulle passerelle che li attraversano … sarà godere dell’arte?  O  solo una pura reazione emozionale? E poi non dimentichiamoci di chi di fronte alle mostre senza opere  nostalgicamente disapprova,  non può rinunciare all’unicità, all’eternità, all’aurea che, come vuole Walter Benjamin, avvolge e illumina ogni opera d’arte.

Catturare la bellezza il mistero la maestosità la vastità .

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