Salernitani a zonzo di Cosimo Risi

Di Salernitani a zonzo per il mondo ne trovi parecchi. Alcuni sono stanziali, i vecchi e i nuovi emigrati. Altri sono passeggeri in cerca di turismo o affari. Gli stanziali hanno caratteristiche memorabili. Parlano la lingua del posto, s’integrano facilmente almeno i giovani, si connettono alla lingua originaria appena riconoscono l’affine in te.

Il General Manager d’un grande albergo di una grande catena viveva nel Golfo, non di Salerno ma Persico – Arabico, da alcuni anni, colà inviato dalla direzione francese per raddrizzare i bilanci. Era di impeccabile efficienza, passava dal francese all’inglese con facilità, parlottava qualcosa in arabo. Sempre impeccabilmente vestito anche per proteggersi dai 20 gradi dell’aria condizionata quando fuori il termometro oscillava fra i 40 e i 50. D’altronde il risparmio energetico non è un assillo per un paese produttore di petrolio.

Abbandonò l’algida efficienza per un momento di commozione quando gli feci un dono a sorpresa. Spaghetti Antonio Amato al filetto di pomodoro. A testimoniare l’autenticità gli portai l’involucro a tavola, come usa il sommelier col vino di pregio prima di scaraffarlo.

Il richiamo della pasta è il richiamo della mamma. La sua,  appunto, usava la pasta Amato. Made in San Cipriano Picentino.

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